日本には、民主党の勝利 - Giappone, trionfano i democratici


Prima vittoria in 54 anni: i punti del programma.

Per la prima volta il Partito Democratico giapponese vince le elezioni e manda all’opposizione i conservatori del partito Liberaldemocratico.

Guidati da Yukio Hatoyama, leader della formazione di centrosinistra, hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi triplicandoli da 115 a 308.
Un risultato commentato subito con entusiasmo da Romano Prodi ( il pd nipponico ha spesso sottolineato le somiglianze con l’Ulivo italiano) perché “con lui c’e’ una lunga amicizia”.

Intanto il premier uscente Taro Aso si dimette. Spiega il vincitore: “Oggi la gente ce l’ha con la politica e con la coalizione di governo in particolare. Abbiano percepito fra i cittadini un grande diffuso desiderio di cambiare la propria vita. Abbiamo lottato in questa battaglia elettorale per dare loro un cambiamento di leadership.

Lo slogan? Più soldi alle famiglie per rimettere in moto l'economia. E il programma dei democratici vuol mettere mano alla spesa pubblica, limitando gli sprechi e investendo risorse sul sostegno ai consumatori, alle famiglie, con aiuti per i figli piccoli e l'esenzione dei ticket sanitari per gli ultra 75enni, e alle piccole e medie imprese.

Importante anche la volontà di arginare il precariato, oltre un terzo dei lavoratori, erano un quinto nel 1990. » era lo slogan continuamente ripetuto.

“Dopo l’India e gli Stati Uniti anche il Giappone compie una svolta politica affidando le responsabilità di governo alle forze democratiche e progressiste. Anche l’Europa deve trovare un percorso di rinnovamento delle politiche. L’insegnamento che ci viene da quel che è successo in altri continenti è che la riscossa dei riformisti può avvenire solo a partire dai grandi temi economici e sociali, abbandonando conservatorismi e subalternità a ricette
altrui”.